Erano passate alcune ore, di tanto in tanto controllavo l'ora sul mio orologio da polso, e non erano ancora le 22:00. Elisa smise di guardare il bellissimo paesaggio e mi si avvicinò, chiedendomi il permesso di unirsi ad alcune persone che ballavano nella sala da ballo, glielo concessi e lei andò, i miei occhi la seguirono, finché non si unì a quelle persone. Non vedevo l'ora che finisse tutto presto, così saremmo potuti tornare a casa.
"Senti Don, tutto ciò che voglio è che i nostri affari si espandano e abbiano successo." Disse, facendomi voltare a guardarlo. "Il nostro accordo sarà rinnovato oggi stesso, senza problemi per nessuno dei due, e da oggi in poi, tutto andrà meglio per me e per te, vedrai. Ti renderò un uomo ancora più ricco, perché già lo sei, lo sarai ancora di più." Prese il suo vino.
Continuammo a parlare a lungo, chiarii alcuni dubbi, chiesi alcune cose, e per le cose su cui non eravamo d'accordo, imposi le mie condizioni, e lui accettò. Lavoro con gli affari, e quello che mi dà fastidio lo dico in faccia, se riesco a entrare, entro, altrimenti me ne vado. Lì, mi presentarono alcune persone che sono in affari con noi, chiusi l'accordo e firmai.
Guardai la sala da ballo e mi resi conto che Elisa non c'era più ma, mi alzai e andai a cercarla tra la folla, ma non c'era. La seguii lungo il corridoio fino al bagno delle donne, e vidi un ragazzo che la stava bloccando contro il muro, mentre le metteva le sue mani sporche sulla bocca, per impedirle di urlare. Il mio sangue ribollì all'istante.
"LASCIATELA ANDARE IMMEDIATAMENTE." Urlai mentre mi avvicinavo a lui, senza nemmeno dargli la possibilità di dire nulla, gli stavo già spaccando la faccia con il pugno, rompendo la bocca, facendogli saltare i denti con un solo pugno.
"Ethan per favore, fermati, lo ucciderai." Elisa era terrorizzata, e a peggiorare le cose, più parlava, più la rabbia mi consumava, e presi a pugni la faccia del bastardo sotto di me. Mi alzai e l'abbracciai, sentivo il suo corpo tremare.
"Calmati angelo mio, va tutto bene! Va tutto bene." Dissi, stringendola tra le mie braccia. "Andiamocene da qui." Le presi le mani, guidandola fuori, l'idiota era svenuto sul pavimento, e lì rimase.
Già in macchina, mentre tornavamo a casa, Elisa piangeva piano, il mio cuore era stretto nel petto a vederla così. Era spaventata. Era la stessa cosa di quella volta che uccisi un idiota che le aveva messo gli occhi addosso, alla festa che avevamo dato a casa, cadde in piscina, ed Elisa non volle mai più nuotarci, perché era terrorizzata.
Fermi la macchina sulla strada, da dove eravamo, osservavamo la città di Parigi in lontananza, le luci erano solo piccoli e lontani puntini, che conferivano una certa bellezza alla nebbia oscura della notte. Aprii la macchina e scesi, poi feci scendere Elisa, che mi abbracciò e ricominciò a piangere. Ciò che aveva passato per mano di Eric, ora la perseguitava, e lo sapevo. Così, le circondai la vita con le braccia.
"Amore mio, ascoltami..." Le sollevai il mento, costringendola a guardarmi. "Non aver paura, non ti succederà niente amore mio, sono qui per proteggerti e prendermi cura di te." La baciai sulle labbra, sentendola singhiozzare.
Non so se le mie parole stessero aiutando in quel momento, perché stava avendo un attacco di panico. Volevo che si calmasse, prima di tornare in albergo, rimanemmo a goderci quella bella notte, e ore dopo Elisa si calmò, tornammo alla sicurezza e al comfort della nostra camera d'albergo. L'avevo portata qui per divertirsi, e godersi un po' di una possibile luna di miele, ma so che non ce l'avremo in città, devo portare Elisa nella mia casa al mare, il prima possibile, lì è tranquillo per lei.
"**************"
Il giorno dopo mi svegliai presto, e ordinai un caffè da servire alla mia principessa, prima che si svegliasse. Ne approfittai anche per ordinare un mazzo di rose rosse, e tutto fu consegnato. Organizzai tutto sul vassoio, con la sua colazione, e al centro di una delle rose, misi un anello di pietre preziose verde smeraldo, sono sicuro che le piacerà. Volevo metterle una fede nuziale e poterla sposare, nel modo giusto, perché quando ci siamo sposati, non c'era amore tra di noi. Ma non possiamo, ed è un peccato. Ma farò di tutto per rimediare a tutto il male che le ho fatto. Elisa ha detto che mi perdona per tutto quello che è successo, ma mi sentirò sempre in debito con lei.
"Buongiorno amore mio." Elisa si sedette sul letto, ancora assonnata.
"Buongiorno amore mio." Disse, mostrando un bellissimo sorriso. Mi avvicinai e le lasciai un dolce bacio sulle labbra. "Mi vizierai così."
"Non voglio viziarti, ma voglio circondarti di amore e affetto. È quello che ti ho promesso, ecco perché ti ho portato la colazione, e queste bellissime rose, che sono belle come te, profumano come te e sono morbide come la tua pelle." Commentai, guardandola prendere le rose dalle mie mani e annusarle.
"Grazie Ethan, sei fantastico, ecco perché ti amo così tanto." Disse accarezzandomi il viso.
"Allora come hai dormito?"
"Bene." Disse aprendo una delle rose, che erano chiuse, sapevo che era curiosa. Iniziai a ridere.
Elisa prese l'anello che era nella rosa, e mi mostrò un sorriso, gli occhi pieni di lacrime, e una di queste le scese lungo il viso, la asciugai subito con la punta del dito.
"È per te, con tutto il mio amore, non possiamo risposarci, ma voglio che questo anello sia un nuovo simbolo della nostra nuova vita insieme. Dissi, prendendola in braccio, lei fu d'accordo con quello che avevo detto.
Dopo molte conversazioni con Elisa, la guardai fare colazione, mentre preparavo le valigie, così potevamo andare nella nostra casa al mare, volevo che si rilassasse e si sentisse più a suo agio.
Venduto alla Crudele Mafia
Ep.62
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